Vecchio pescatore
Il naso a patata / aggrinzito e
invecchiato / come un cedro maturo / sopra una bocca sdentata / che
raccontava storie antiche / di una vita vissuta in mare. / Nero come
il carbone arso dal sole / Il sale gli bruciò pure l’anima. / Le
dita tagliuzzate dalle lenze dei palancari / Ma lui contento era /
perché quella era la sua vita. / La sotto il sole cocente / E quanta
pioggia assorbì la sua pelle / E tempeste di mare / Che sembrava un
domatore d’onde.
Ora i suoi occhi piangono senza
lacrime / Guarda la sua barchetta tirata in secca / Puntellata con
due travi tarlate / E pensa che come lui / È diventata vecchia e
logora / al punto di non potere più stare a galla. / Quante ricche
pescate insieme a lei / e quanti dispiaceri / Per quelle volte che
ritornava a casa / senza un pezzo di pane per i bambini. / Adesso
egli vorrebbe avere la forza / Per spingere quella barchetta / E
farle accarezzare ancora il legno dei parati / Fino a poggiarla in
acqua / Per fare insieme a lei l’ultima pescata / E affondare con
lei... piano piano / Nel suo mare.
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Copyright ©2005
Vincenzo Aiello Tutti i diritti riservati.