Vecchio pescatore

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Vecchio pescatore

Il naso a patata / aggrinzito e invecchiato / come un cedro maturo / sopra una bocca sdentata / che raccontava storie antiche / di una vita vissuta in mare. / Nero come il carbone arso dal sole / Il sale gli bruciò pure l’anima. / Le dita tagliuzzate dalle lenze dei palancari / Ma lui contento era / perché quella era la sua vita. / La sotto il sole cocente / E quanta pioggia assorbì la sua pelle / E tempeste di mare / Che sembrava un domatore d’onde.

Ora i suoi occhi piangono senza lacrime / Guarda la sua barchetta tirata in secca / Puntellata con due travi tarlate / E pensa che come lui / È diventata vecchia e logora / al punto di non potere più stare a galla. / Quante ricche pescate insieme a lei / e quanti dispiaceri / Per quelle volte che ritornava a casa / senza un pezzo di pane per i bambini. / Adesso egli vorrebbe avere la forza / Per spingere quella barchetta / E farle accarezzare ancora il legno dei parati / Fino a poggiarla in acqua / Per fare insieme a lei l’ultima pescata / E affondare con lei… piano piano / Nel suo mare.

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