Un ramoscello d’ulivo

IMMIGRAZIONE: A LAMPEDUSA IN NOTTATA ALTRI 310 CLANDESTINI

‘Na ramuzza d’alivi

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  Un ramoscello d’ulivo

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 Mentre noi aspettavamo

il sole tiepido della primavera

un cielo insipido e avaro di rondini

seppe regalarci solo venti di guerre.

A stormi scappano

da quelle terre infuocate

e uno sopra l’altro arrivano

a bordo di barconi malmessi

combattendo con tempeste di mare

e lambicco di cuore che fa appassire le speranze.

A piedi nudi e i visi scarni

lucidi di olio d’Argan

in tasca hanno solo tanta disperazione.

Si trascinano addosso abiti stracciati

un fardello pieno di cianfrusaglie

e nel cuore una sola speranza

abbracciare di nuovo

i figli lasciati in quella terra

che mai ha avuto pace.

Altri fratelli sono rimasti la

abbracciati a fucili gelidi

e con il dito poggiato sul grilletto

difendono gli ultimi resti di dignità.

Sono rimaste ferme là le rondini

dietro l’ultimo cannone…

e impaurite aspettano il segnale

…un drappo bianco

e un ramoscello d’ulivo

da stringere tra il becco

e sventolare come bandiera

per tutti i cieli del mondo.

Vincenzo Aiello

Bagheria, 23 marzo 2011

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