Voscenza assa benedica
Che voi siate
benedetto
Affacciati
alla finestra della vita
i vecchi
guardano indietro
e piangono
pensieri colmi di rammarico
per figli
lontani
e guerre
ancora vive
dentro gli
occhi della mente.
In mezzo agli
antri più profondi
dei segni che
tagliano le fronti rugose
hanno ancora
impressa la sofferenza
di pane
guadagnato con il sudore.
Li vedi seduti
con i capi a penzoloni
sopra sedie
imbottite con foglie di palma nana
e dita callose
che accarezzano teste di gattini.
E dopo una
vita di stenti
e di stringere
la cinta su budella fradice
la notte
vegliano con le ciglia umide
con la paura
di finire in un ospizio
abbandonati
dagli stessi figli
allevati con
tanti sacrifici.
Camminano in
mezzo a gomitoli ingarbugliati
di ricordi
malinconici
Ogni tanto
inciampano in uno bello
che illumina
ancora la mente
quando con
rispetto si sentivano ancora dire
“Siate voi
benedetto”
e tu intravedi
nei loro occhi un lieve sorriso
e subito dopo
di nuovo visi rattristati.
E la mente di
nuovo la
a rimuovere
polvere
dai migliori
ricordi.
Li prendono
ogni giorno uno per uno
e li lucidano
come se fossero dei tesori
...come se
fossero...
l’ultima cosa
rimasta loro da allevare.
Vincenzo
Aiello
Bagheria, 1
giugno 2011
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