La semina e la raccolta
E tiro la somma di questi
cinquant’anni / di tutto il seminato e la raccolta / giorni vissuti
e giorni trascinati / con la speranza che la sorte giri. / A
lavorare incominciai da ragazzino / e in quantità ne cambiai di
mestieri / da quello di San Giuseppe che è il più antico / e per
finire a quello di ferroviere. / Nella mia vita ebbi la fortuna / di
nascere in una per bene / che anche senza avere tante opportunità /
del rispetto di tutti è coperta. / Ma la più grande di fortuna che
ebbi / fu quella di trovare una ragazza / che le migliori virtù
possiede a grappoli / e un’euro lo fa dieci in un batter d’occhio.
Tre fiori lei mi diede tre tesori /
tre maschi che sono di gran valore / ognuno di loro con pregi e
difetti / ma di educazione sono venditori. / Mareggiate la nostra
barchetta / ne ha viste e superato piccole e grandi / ma con l’aiuto
del Signore / abbiamo saputo uscire dai fossi. / E proprio a Lui ora
chiedo / un poco di salute e di quiete / che per vivere ancora
qualche anno / mi servono anche se non arrivo ai cento. / Amici,
fede, il rispetto e amore / queste sono per l’uomo che li semina / i
migliori frutti ed i più bei fiori / ed io li raccolgo e odoro ogni
mattina. / Questa è la somma dei miei cinquant’anni / di quel che ho
seminato e la raccolta / d’odore ne ho lasciato in tutti i posti / e
me ne frego se la sorte non gira.
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Copyright ©2005
Vincenzo Aiello Tutti i diritti riservati.