La semina e la raccolta

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La semina e la raccolta

E tiro la somma di questi cinquant’anni / di tutto il seminato e la raccolta / giorni vissuti e giorni trascinati / con la speranza che la sorte giri. / A lavorare incominciai da ragazzino / e in quantità ne cambiai di mestieri / da quello di San Giuseppe che è il più antico / e per finire a quello di ferroviere. / Nella mia vita ebbi la fortuna / di nascere in una per bene / che anche senza avere tante opportunità / del rispetto di tutti è coperta. / Ma la più grande di fortuna che ebbi / fu quella di trovare una ragazza / che le migliori virtù possiede a grappoli / e un’euro lo fa dieci in un batter d’occhio.

Tre fiori lei mi diede tre tesori / tre maschi che sono di gran valore / ognuno di loro con pregi e difetti / ma di educazione sono venditori. / Mareggiate la nostra barchetta / ne ha viste e superato piccole e grandi / ma con l’aiuto del Signore / abbiamo saputo uscire dai fossi. / E proprio a Lui ora chiedo / un poco di salute e di quiete / che per vivere ancora qualche anno / mi servono anche se non arrivo ai cento. / Amici, fede, il rispetto e amore / queste sono per l’uomo che li semina / i migliori frutti ed i più bei fiori / ed io li raccolgo e odoro ogni mattina. / Questa è la somma dei miei cinquant’anni / di quel che ho seminato e la raccolta / d’odore ne ho lasciato in tutti i posti / e me ne frego se la sorte non gira.

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