Figli della stessa madre Bagheria
Non siamo amici e neanche conoscenti
/ eppure come un fratello io ti sento. / Facesti la cosa giusta
allora ad andartene / insistente...inseguendo il tuo sogno. / La
vita ti ha premiato ti sei distinto / la tua bravura ora è nota / a
tutti i grandi critici del mondo / che nominarono la tua”
Sconosciuta”. / Tu ci hai portato in alto con te / volare ci hai
fatto sopra le nuvole / che adombrano il cielo di Bagheria / e
piovono acqua torbida di truffe. / Che bello quando i giornali /
parlano di Bagheria / ricordando un pittore per la sua “Vucciria” /
o un poeta per la sua “Parru cu tia” / un fotografo per la sua
“Quelli di Bagheria” / o di un film girato proprio da Te / e no
sempre per lo stesso motivo.
Lo so che la tua mente è sempre qui /
anche quando i tuoi piedi sono lontani / ma è vizio di noi tutti
siciliani / desiderare sempre il nostro pane. / Odorare un fiore di
zagara di limone. / Sederti su una sedia impagliata. / Sbucciare un
limone strappato dal ramo / e mangiartelo intriso nel sale. /
Odorare un pugno d’ alga del mare di / Aspra. / Assaggiare un
pezzetto di sfingione / durante il periodo natalizio. / Tutte le
volte che ti mancherà una di queste cose / anche se la tua mano /
non ha mai stretto la mia / Peppuccio siamo fratelli ... credi a me
/ figli della stessa madre Bagheria.
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Vincenzo Aiello Tutti i diritti riservati.