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Diciott’anni

E sembra che fu ieri che nascesti / tre chili e settecento di bellezze / con la tua venuta al mondo ci facesti / colmare gli occhi e il cuore di allegria. / Quando spingevo il tuo passeggino / la gente abbagliata si fermava / per dare uno sguardo al Principino / che tra le lenzuoline sonnecchiava. / Crescesti adesso e ti sei fatto grande / che neanche mi sono accorto che son passati / in un baleno i tuoi diciott’anni / e intanto i peli bianchi mi son spuntati. / Ora che maggiorenne sei diventato / non ti montare la testa figlio bello / padrone della tua vita ti sei fatto. / Tieni la cresta alzata come un gallo / gli anni tuoi più dolci sono questi / pesa ogni cosa con il cervello.

 

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 Copyright ©2005 Vincenzo Aiello Tutti i diritti riservati.