Coltelli
appuntiti
Mi spuntò
davanti gli occhi all’improvviso. / Tronco senza radici sopra quella
sedia / avvolgeva ruotate di marciapiede. / Che pietà mi fece. /
Lui....giovane / che ancora dovrebbe mangiare il mondo a morsi /
seduto per sempre su quel trabiccolo. / Eppure i suoi occhi non
erano tristi. / Sopra una pancia gonfia di afflizione / la sua bocca
rideva. / Il giornalaio che come ogni mattina lo vide avvicinare /
gli porse il giornale pieno delle solite cazzate. / Lui gli dette
uno sguardo lesto d’abitudine / poi con un salto se lo fece
scomparire sotto il sedere. /Le persone che passavano / gli
lanciavano addosso sguardi di compassione. / Per lui erano coltelli
appuntiti / che gli s’infilzavano dritti dritti / in quel poco di
coraggio /che lui cercava di mantenere vivo / per non affondare
nello sconforto. / All’improvviso da dentro il giubbotto / quello
che a prima vista / / mi era sembrata pancia...si muoveva. / Da un
palmo di cerniera aperta / spuntarono dritti un paio di orecchi /
che si muovevano sopra due olive nere / ed un nasino color susino. /
Il cagnolino gli faceva compagnia / tutte le volte che l’ignoranza
dell’uomo / lo faceva sentire solo./ Si fumò avidamente tre
sigarette una dopo l’altra / accarezzando quella testolina / col
pensiero chissà dove. / Sotto il cielo della sua sfortuna / lui
piantato per sempre la / ha gli occhi che sorridono / ed io ricco in
confronto a lui / mi ritrovo povero / e spesse volte piango /
dentro di me / senza sapere il motivo.
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Copyright ©2005
Vincenzo Aiello Tutti i diritti riservati.