Coltelli appuntiti

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Coltelli appuntiti

Mi spuntò davanti gli occhi all’improvviso. / Tronco senza radici sopra quella sedia / avvolgeva ruotate di marciapiede. / Che pietà mi fece. / Lui….giovane / che ancora dovrebbe mangiare il mondo a morsi / seduto per sempre su quel trabiccolo. / Eppure i suoi occhi non erano tristi. / Sopra una pancia gonfia di afflizione / la sua bocca rideva. / Il giornalaio che come ogni mattina lo vide avvicinare / gli porse il giornale pieno delle solite cazzate. / Lui gli dette uno sguardo lesto d’abitudine / poi con un salto se lo fece scomparire sotto il sedere. /Le persone che passavano / gli lanciavano addosso sguardi di compassione. / Per lui erano coltelli appuntiti / che gli s’infilzavano dritti dritti / in quel poco di coraggio /che lui cercava di mantenere vivo / per non affondare nello sconforto. / All’improvviso da dentro il giubbotto / quello che a prima vista /  / mi era sembrata pancia…si muoveva. / Da un palmo di cerniera aperta / spuntarono dritti un paio di orecchi / che si muovevano sopra due olive nere / ed un nasino color susino. / Il cagnolino gli faceva compagnia / tutte le volte che l’ignoranza dell’uomo / lo faceva sentire solo./ Si fumò avidamente tre sigarette una dopo l’altra / accarezzando quella testolina  / col pensiero chissà dove. / Sotto il cielo della sua sfortuna / lui piantato per sempre la / ha gli occhi che sorridono / ed io ricco in confronto a lui  / mi ritrovo povero / e spesse volte piango / dentro di me / senza sapere il motivo.

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