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Bagheria e le sue Ville settecentesche. Chiesa San Pietro ( in disuso)
A Bagheria sorgono 21 ville realizzate nel 1700. Le uniche ville però visitabili finora sono Villa attolica, Palazzo Cutò e Villa Palagonia. Anche il giardino di villa san Cataldo è visitabili grazie alla Provincia Regionale di Palermo che ha acquistato il bene architettonico dai gesuiti.Da qualche mese è stata recuperata anche Villa Villarosa dove vengono allestite cerimonie e convegni.Di queste ville le uniche che appartengono al comune sono Villa cattolica che osuipta la Pinacoteca comunale dedicata a Renato Guttuso e Palazzo Cutò. Le altre ville sono invece private.
E' la prima struttura in assoluto di Bagheria. Fu costruita nel 1658 su iniziativa di Giuseppe Branciforti, principe di Pietraperzia e di Leonforte, cavaliere del Vello. Il principe decise di trasferirsi a Bagheria in un imponente castello perché "stanco ed amareggiato per le varie avverse vicende politiche e militari". Il castello è di stile medievale, protetto ai due lati da due torri merlate (una non esiste più perché corrosa dal tempo). Sul fronte della torre si trova ancora la scritta su pietra "O Corte a Dio".
Anticamente si accedeva al castello dalla via Degli Oleandri oggi Ignazio Lanza di Trabia).
Nella soffitta del castello esiste ancora oggi un affresco, di cui si sconosce l'autore, raffigurante Ercole all'Olimpo dopo le fatiche. Nella cappella si può ammirare un dipinto ad olio raffigurante "La Sacra Famiglia" dello stile di Raffaello.
Fu costruita nel 1752 da Francesco Letterio Moncada, principe di Larderia. Un tempo la villa era circondato da un profumato giardino di limoni. Con il passare degli anni, il vasto agrumeto fu occupato da numerose costruzioni.
Il palazzo è dia architettura barocca con tre corpi avanzati a rettangolo ai vertici che si dipartono dal corpo centrale in corrispondenza del bellissimo salone al piano superiore.
Nel 1813 fu acquistato da Don Giuseppe Chiello che vi fonda una scuola collegio convitto di educazione, affidato alle Suore di Maria Asssunta al Borgo di Palermo che tuttora vi svolgono la loro opera.
Il Comune di Bagheria ha approvato recentemente un progetto per il recupero e la inibizione automobilistiche della piazza antistante la villa.
Sorge sulle falde del Monte Giancaldo, che sovrasta la città di Bagheria. Palazzo Villarosa fu costruito da Placido Notabartolo, duca di Villarosa, nel 1763, su progetto dell'architetto Marguglia e completata dal duca Francesco Notabartolo. Anche questo palazzo fu realizzato con la pietra estratta dalle cave di Aspra.
Presenta un imponente prospetto, al quale si accede salendo un'ampia gradinata. Sul parte anteriore vi si trova un porticato di stile dorico alto circa dieci metri, sorretto da otto colonne scanalate distante l'una dall'altra circa due metri, con bellissimi capitelli lavorati su pietra d'Aspra e intagli. Nell'interno si trovano bellissime decorazioni murali e pregiati affreschi. Palazzo Villarosa per molto tempo fu tenuto per parecchi anni dai padri della compagnia di Gesù di Villa San Cataldo.
Oggi è di proprietà di privati che dopo alcuni lunghi e laboriosi lavori di ristrutturazione hanno deciso di destinarla come sede di convegni e cerimonie.
Sorge nei pressi della stazione ferroviaria. E' una struttura che dà nell'occhio, per la sua immensa mole quadrangolare e per le decorazioni in rosso.
Fu costruito nella prima metà del 1700 dai Naselli, principi di Aragona. La costruzione presenta un cortile. All'interno, chiuso da un portico e il suolo ingresso e con ai lati due nicchie con statue allegoriche.
In fondo al cortile si trova un porticato a cinque arcate sul quale si eleva una loggia. Da alcuni anni il settecentesco palazzo è di proprietà del Comune di Bagheria.
Dall'inizio del 1998 è interessato da un progetto di restauro generale che ha portato alla struttura alla pubblica fruizione.
I finanziamenti sono stati erogati dalla Provincia Regionale di Palermo. Da qualche settimana ospita la biblioteca comunale "Francesco Scaduto".
Fu Giovanni Pietro Galletti, marchese di Santa Marina a farlo costruire, intorno al 1770. Il progetto fu realizzato dall'architetto Andrea Giganti. Palazzo Inguaggiato è costruito in tufo senza rivestimento d'intonaco. Sulla facciata ai lati si trovano dei rilievi a intaglio che riproducono armi e altri motivi ornamentali.
Ai fianchi del portone d'ingresso vi sono due nicchie con due enormi vasi. Al primo piano si trova un balcone centrale con tre aperture e due balconi singoli per lato.
Palazzo Inguaggiato è un tipico esempio della fusione fra il barocco e il neoclassico.
Di proprietà privata non è abitato.
E' certamente la villa più famosa e originale di Bagheria. Molto è stato detto su questa struttura settecentesca, eppure, non tutti i veli sono stati alzati, lasciando tanto mistero e fascino.
La villa venne realizzata da Francesco Ferdinando Gravina I° nel 1712. Era una struttura maestosa ed imponete, bella ma una delle tante ville di Bagheria. Chi la rese celebre ed unica, fu il nipote, Francesco Ferdinando Gravina Junior, che subentra al padre Ignazio Sebastiano che a sua volta era subentrato al fondatore nel 1736. Ignazio Sebastiano abita la villa per appena 9 anni, prima di morire.
Chi invece abita la villa per un periodo lungo è il nipote, Francesco Ferdinando Gravina Junior. Dal 1746 al 1788 (anno in cui muore all'età di 66 anni) appone delle modifiche sostanziali e in alcuni casi radicali. Francesco Ferdinando Junior, cambia la faccia della villa. E' certamente la villa più famosa e originale di Bagheria. Molto è stato detto su questa struttura settecentesca, eppure, non tutti i veli sono stati alzati, lasciando tanto mistero e fascino.
La villa venne realizzata da Francesco Ferdinando Gravina I° nel 1712. Era una struttura maestosa ed imponete, bella ma una delle tante ville di Bagheria. Chi la rese celebre ed unica, fu il nipote, Francesco Ferdinando Gravina Junior, che subentra al padre Ignazio Sebastiano che a sua volta era subentrato al fondatore nel 1736. Ignazio Sebastiano abita la villa per appena 9 anni, prima di morire.
Chi invece abita la villa per un periodo lungo è il nipote, Francesco Ferdinando Gravina Junior. Dal 1746 al 1788 (anno in cui muore all'età di 66 anni) appone delle modifiche sostanziali e in alcuni casi radicali. Francesco Ferdinando Junior, cambia la faccia della villa.
E' certamente la villa più famosa e originale di Bagheria. Molto è stato detto su questa struttura settecentesca, eppure, non tutti i veli sono stati alzati, lasciando tanto mistero e fascino.
La villa venne realizzata da Francesco Ferdinando Gravina I° nel 1712. Era una struttura maestosa ed imponete, bella ma una delle tante ville di Bagheria. Chi la rese celebre ed unica, fu il nipote, Francesco Ferdinando Gravina Junior, che subentra al padre Ignazio Sebastiano che a sua volta era subentrato al fondatore nel 1736. Ignazio Sebastiano abita la villa per appena 9 anni, prima di morire.
Chi invece abita la villa per un periodo lungo è il nipote, Francesco Ferdinando Gravina Junior. Dal 1746 al 1788 (anno in cui muore all'età di 66 anni) appone delle modifiche sostanziali e in alcuni casi radicali. Francesco Ferdinando Junior, cambia la faccia della villa.
E' certamente la villa più famosa e originale di Bagheria. Molto è stato detto su questa struttura settecentesca, eppure, non tutti i veli sono stati alzati, lasciando tanto mistero e fascino.
La villa venne realizzata da Francesco Ferdinando Gravina I° nel 1712. Era una struttura maestosa ed imponete, bella ma una delle tante ville di Bagheria. Chi la rese celebre ed unica, fu il nipote, Francesco Ferdinando Gravina Junior, che subentra al padre Ignazio Sebastiano che a sua volta era subentrato al fondatore nel 1736. Ignazio Sebastiano abita la villa per appena 9 anni, prima di morire.
Chi invece abita la villa per un periodo lungo è il nipote, Francesco Ferdinando Gravina Junior. Dal 1746 al 1788 (anno in cui muore all'età di 66 anni) appone delle modifiche sostanziali e in alcuni casi radicali. Francesco Ferdinando Junior, cambia la faccia della villa.
E' certamente la villa più famosa e originale di Bagheria. Molto è stato detto su questa struttura settecentesca, eppure, non tutti i veli sono stati alzati, lasciando tanto mistero e fascino.
La villa venne realizzata da Francesco Ferdinando Gravina I° nel 1712. Era una struttura maestosa ed imponete, bella ma una delle tante ville di Bagheria. Chi la rese celebre ed unica, fu il nipote, Francesco Ferdinando Gravina Junior, che subentra al padre Ignazio Sebastiano che a sua volta era subentrato al fondatore nel 1736. Ignazio Sebastiano abita la villa per appena 9 anni, prima di morire.
Chi invece abita la villa per un periodo lungo è il nipote, Francesco Ferdinando Gravina Junior. Dal 1746 al 1788 (anno in cui muore all'età di 66 anni) appone delle modifiche sostanziali e in alcuni casi radicali. Francesco Ferdinando Junior, cambia la faccia della villa.
E' certamente la villa più famosa e originale di Bagheria. Molto è stato detto su questa struttura settecentesca, eppure, non tutti i veli sono stati alzati, lasciando tanto mistero e fascino.
La villa venne realizzata da Francesco Ferdinando Gravina I° nel 1712. Era una struttura maestosa ed imponete, bella ma una delle tante ville di Bagheria. Chi la rese celebre ed unica, fu il nipote, Francesco Ferdinando Gravina Junior, che subentra al padre Ignazio Sebastiano che a sua volta era subentrato al fondatore nel 1736. Ignazio Sebastiano abita la villa per appena 9 anni, prima di morire.
Chi invece abita la villa per un periodo lungo è il nipote, Francesco Ferdinando Gravina Junior. Dal 1746 al 1788 (anno in cui muore all'età di 66 anni) appone delle modifiche sostanziali e in alcuni casi radicali. Francesco Ferdinando Junior, cambia la faccia della villa.
Fu la famiglia dei principi Galletti di San Cataldo a fare costruire la Villa, nei primi anni del 1700. Alla fine dell'Ottocento, fu trasformata e decorata in stile neogotico.
La Villa presenta, ancora oggi, uno dei giardini settecenteschi più belli d'Italia.
Agli inizi del nostro secolo il principe Ruggero Galletti la vendette alla Compagnia dei Padri gesuiti che l'ampliarono in sede dell'Istituto delle Missioni Estere.
La villa è composta da un lungo corpo a due piani, segnato da torrette angolari che contengono le scale.
Il futuro di Villa San Cataldo è nelle mani della Provincia Regionale di Palermo che l'ha acquistata per oltre 10 miliardi di lire circa, e la destinerà a sede di scuole medie superiori, per accogliere corsi universitari e uffici.
Un museo d'arte contemporanea polifunzionale. Ecco cos'è adesso Villa Cattolica, una delle strutture più sontuose di Bagheria che conta complessivamente 21 ville realizzate nel 1700, da principi e nobili del tempo che si trasferirono nell'agro bagherese per costruire le loro ville di villeggiatura.
Attualmente solo Villa Cattolica e Villa Palagonia sono accessibili al pubblico. La prima ospita la Pinacoteca comunale, la seconda è privata (sono 31 i proprietari) che riunendosi in fondazione, consentono l'accesso ai visitatori.
Villa Cattolica ospita la Pinacoteca comunale dedicata a Renato Guttuso, celebre pittore nato a Bagheria il 26 dicembre del 1911 (il padre lo rivela a Palermo il 6 gennaio dell'anno dopo per contrasti con il comune di Bagheria) e morto il 18 gennaio del 1987 a Roma.
Le spoglie del maestro riposano all'interno dell'arca monumentale che si trova nel giardino sul retro della villa. Un museo d'arte contemporanea polifunzionale. Ecco cos'è adesso Villa Cattolica, una delle strutture più sontuose di Bagheria che conta complessivamente 21 ville realizzate nel 1700, da principi e nobili del tempo che si trasferirono nell'agro bagherese per costruire le loro ville di villeggiatura.
Attualmente solo Villa Cattolica e Villa Palagonia sono accessibili al pubblico. La prima ospita la Pinacoteca comunale, la seconda è privata (sono 31 i proprietari) che riunendosi in fondazione, consentono l'accesso ai visitatori.
Villa Cattolica ospita la Pinacoteca comunale dedicata a Renato Guttuso, celebre pittore nato a Bagheria il 26 dicembre del 1911 (il padre lo rivela a Palermo il 6 gennaio dell'anno dopo per contrasti con il comune di Bagheria) e morto il 18 gennaio del 1987 a Roma.
Le spoglie del maestro riposano all'interno dell'arca monumentale che si trova nel giardino sul retro della villa. Fu edificata nel 1759 dal principe Michele Gravina Comitini, con interventi dell'abate Nicolò Palma, architetto di famiglia ed esponente del passaggio dallo stile "Luigi XVI" al "Neoclassicicismo".
I lavori di completamento andarono avanti per oltre 40 anni e furono realizzati su volere del principe Pietro Lanza di Trabia, che affidò l'incarico al Maestro Placido Pace.
Parte della villa è tuttora abitata dai discendenti del principe. All'interno della villa sono presenti affreschi dell'Interguglielmi mentre nel parco si trova la bellissima fontana dell'abbondanza realizzata dal Marabitti e proveniente dal parco dio palazzo Butera.
Sorge alle falde della Montagnola, una collinetta alta 165 metri, da dove si possono ammirare i golfi di Palermo e Termini Imerese. Villa Valguarnera è fra le costruzioni più imponenti di Bagheria. Vi si accede da un cancello che immette i un lungo viale con un'arcata nella parte centrale sulla quale poggia una terrazza.
Fu costruita nei primi anni del 1700 dalla principessa Maria Anna Gravina, sposata col principe Emanuele Valguarnera. La costruzione del palazzo fu continuata dal figlio della principessa Francesco Saverio, nel 1733..
Al piano superiore dell'edificio si perviene attraverso uno scalone esterno, da dove si possono ammirare le statue di quattro Muse. Sopra il balcone centrale c'è un medaglione di marmo raffigurante il principe Emanuele. L'attico è ornato da puttini in marmo del Marabitti.
La villa è attualmente abitata da privati.
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