Commento
La poesia “A trazzera” nasce dall’esperienza che vivo personalmente
attraversando un periodo non troppo felice della mia vita.
Tale periodo è segnato dall’esperienza della “malattia”, che
fortunatamente riusciamo a diagnosticare e fermare sul nascere.
Cose brutte come queste accadono all’ordine del giorno “agli altri”,
al punto da non farci più caso.
Questo però fino al momento in cui la cosa non ci tocca nel
personale.
Soltanto in quei casi, quando sentiamo il mondo crollarci addosso,
”A trazzera” si fa scura e piove preoccupazione per il futuro,
l’uomo sente la necessità di rifugiarsi nella preghiera ricordandosi
che esiste “anche” Dio.
Ma la cosa più triste e colma d'egoismo, succede quando l’uomo-babbaluci,
vede le cose rimettersi a posto, ritornare piano piano alla
normalità, una normalità che tende ad affievolire la fiamma della
fede.Allora sforziamoci di apprezzare la vita anche quando in essa
regna sovrana la normalità, e preghiamo Dio anche nei giorni in cui
il cielo è azzurro.
Indietro
Copyright ©2005
Vincenzo Aiello Tutti i diritti riservati.