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La mia Sicilia

Di te hanno scritto in tanti che mi vergogno / come se dovessi fare il copiato / ma c’è il mio cuore che ha un bel racconto / e incoraggia la mia mano a scritturare / Buttata fosti come un granello di sabbia/dalla mano di un vento di scirocco / in un mare che è il più bello della cartina / che da una parte è aperto e dall’altra chiuso / Di granello si sabbia così pallido/aiutato dal sole e dalle sorgenti d’acqua/colore tu prendesti un bel giorno / dai tuoi limoni aranci fiori e ulivi / Ti senti l’ombelico raffreddato / per la neve che la sopra sempre tieni / te lo scalda la natura col suo fiato/come una madre che ti vuole bene.

 

I migliori artisti si sono innamorati/dei tuoi tramonti e zagare odorose / dei bianchi gelsomini profumati / cassate e cannolicchi deliziosi / Le stelle di sera incoronano la luna / come nipotini intorno alla nonna / ognuno di esse ascolta attentamente/le fiabe che lei racconta loro / E ascoltano la luna che a loro dice / questo di qui è un pezzetto di paradiso / qua sotto il Signore se lo fece / per quando delle stanchezze sente il peso / Penso che il Signore fu deciso / a non le dare l’ultimo dettaglio / se no perché chiamarlo paradiso/se ci metteva anche il lavoro?

 

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