La mia Sicilia
Di te hanno scritto in tanti che mi
vergogno / come se dovessi fare il copiato / ma c’è il mio cuore che
ha un bel racconto / e incoraggia la mia mano a scritturare /
Buttata fosti come un granello di sabbia/dalla mano di un vento di
scirocco / in un mare che è il più bello della cartina / che da una
parte è aperto e dall’altra chiuso / Di granello si sabbia così
pallido/aiutato dal sole e dalle sorgenti d’acqua/colore tu
prendesti un bel giorno / dai tuoi limoni aranci fiori e ulivi / Ti
senti l’ombelico raffreddato / per la neve che la sopra sempre tieni
/ te lo scalda la natura col suo fiato/come una madre che ti vuole
bene.
I migliori artisti si sono
innamorati/dei tuoi tramonti e zagare odorose / dei bianchi
gelsomini profumati / cassate e cannolicchi deliziosi / Le stelle di
sera incoronano la luna / come nipotini intorno alla nonna / ognuno
di esse ascolta attentamente/le fiabe che lei racconta loro / E
ascoltano la luna che a loro dice / questo di qui è un pezzetto di
paradiso / qua sotto il Signore se lo fece / per quando delle
stanchezze sente il peso / Penso che il Signore fu deciso / a non le
dare l’ultimo dettaglio / se no perché chiamarlo paradiso/se ci
metteva anche il lavoro?
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Copyright ©2005
Vincenzo Aiello Tutti i diritti riservati.